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mercoledì 6 dicembre 2017

Recensione: Betty Suicide di Federico T. De Nardi


Anastasija Kalashnikova si trova a Chicago per lavoro, un lavoro che sa fare molto bene. Ha studiato la città, ne conosce i dettagli, ogni minimo particolare, tutti gli incroci, potrebbe disegnarne a memoria una mappa.

Anastasija, in arte Betty Suicide, è una spia, una spia a cui hanno dato una missione: recuperare una semplice chiavetta USB che contiene una formula, un'invenzione protetta da Segreto di Stato. Lei sa cosa fare, cosa dire, come muoversi, chi cercare.

Costas Crowley, uno stimato scienziato americano, non immagina di essere solo una pedina in un gioco più grande di lui quando Anastasija, fingendo di chiamarsi Irina Filipovna, lo adesca e, dopo mesi di amore e passione, lo convince a rubare la formula dal laboratorio in cui lavora.

Quando Costas si rende conto di avere di fronte una spietata spia russa è troppo tardi: al culmine della rabbia violenta Irina/Anastasija, per poi morire d'infarto, permettendo ad Anastasija di recuperare la formula. Per la bellissima russa questo è solo l'inizio: tutti la cercano, tutti la vogliono uccidere, tutti desiderano quello che ha rubato.

Comincerà così una fuga rocambolesca tra le strade della città, cercando di portare a casa la pelle, scappando da un assassino all'altro, in una Chicago stretta nella morsa della paura a causa di un assassino seriale che uccide belle e giovani bionde. Proprio come Anastasija.

Recensione: Federica Gaspari

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Autore
Giornalista trevigiano, autore di romanzi e racconti thriller, horror e fantascientifici, manuali e guide turistiche e religiose.

2 commenti:

  1. le cartoline sono una bellissima anteprima del libro

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